Chiamato anche “Buciccola” era un fascista convinto, si racconta che aveva un fare molto autoritario e non si riguardava a “sbattere” sul bancone granate per intimidire i commercianti del luogo.
Luglio 1944 la famiglia Moschini in seguito ad un ordine di sfollamento lascia il Saltino e si ripara a Cascina Vecchia (5km da Saltino). 5/07 E. Moschini in seguito alle razzie e requisizioni commesse dai nazisti torna al Saltino per verificare le condizioni della sua abitazione e nutrire un suino precedentemente nascosto in una cisterna vuota in prossimità di Villa Felci. Giunto al Saltino (secondo una testimonianza di Federigo Moltard pare che i tedeschi abbiano sentito rumori sospetti in mezzo ai cespugli e siano andati a controllare) viene fermato dai tedeschi e portato in prossimità di Villa Felci insieme ad Andrea Fontana e uccisi con una raffica di mitragliatore.
Circa 20 giorni dopo, il fratello di Eugenio, Ernesto, fu avvisato da una signorina che suo fratello era stato fucilato; si recò immediatamente sul luogo insieme alla moglie di Eugenio, che anche lei aveva saputo la notizia poco prima, per seppellire i cadaveri in avanzato stato di putrefazione. La “segola” (roncola) che aveva con sè Eugenio al momento della fucilazione fu recuperata da Federigo Moltard e in seguito molti anni dopo fu consegnata a Duccio Baldassini.
Andrea Fontana: Di Fontana non abbiamo molte informazioni ma sappiamo che era un impiegato di professione calzolaio presso le Officine Galileo di Firenze, probabilmente al momento era impiegato all’omonima colonia del Saltino.
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